Dalla Toscana arriva la prima insalata alla cannabis, mangiandola ti curi

Dalla Toscana arriva la prima insalata alla cannabis, mangiandola ti curi

Nasce da un’idea innovativa per la salute e il settore alimentare cannabico, grazie agli studi di un ex allievo della Scuola Sant’Anna di Pisa e del suo staff

Da uno spin-off della Scuola Sant’Anna di Pisa, arriva la canapa che fa bene alla salute e consigliata per la dieta alimentare di tutti i giorni. La nuova azienda si chiama ‘Canapisti’ e ha l’obiettivo di esplorare la realizzazione e l’utilizzo di prodotti di alta qualità a base di varietà legali di cannabis nei settori alimentari, cosmetici e farmaceutici.

Tutti gli articoli destinati alla commercializzazione sono sviluppati attraverso lo studio e attività di ricerca scientifica, in modo da garantire una vasta gamma di prodotti per migliorare la qualità della vita e aumentare il benessere del consumatore.

‘Canapisti’ nasce dalla volontà di Marco Martinelli ex allievo della Scuola Superiore Sant’Anna, ora dottorando di ricerca presso il laboratorio PlantLab dello stesso ateneo, e dell’azienda L’Ortofruttifero di San Giuliano Terme (Pisa) per produrre, trasformare, commercializzare canapa e prodotti derivati, facendo ricerca in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna e utilizzando le linee produttive dell’azienda L’Ortofrtuttifero. Il primo prodotto presto reperibile sul mercato sono i microgreen di canapa, ovvero piccole plantuline appena germinate di cannabis, si tratta di germogli di canapa dall’alto valore nutraceutico che possono essere usati nell’insalata o in un sugo al pesto. “Canapisti”  l’unica azienda italiana che mette in commercio questo prodotto: inoltre la spin off propone differenti tipologie di prodotti, come le piantine di Cannabis legale da utilizzare per tisane e Oli essenziali di canapa.

“Usiamo le nostre competenze per coltivare e migliorare le proprietà della pianta riportando in auge una pianta stigmatizzata e mal vista, regalandole nuova luce. E’ una sfida scientifica e imprenditoriale per sviluppare nuove varietà di canapa sia nel settore food che farmaceutico” ha spiegato Martinelli.

 

Articolo tratto da: www.softsecrets.com

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