Coffee shop e marijuana in casa: la proposta del "partito" della cannabis legale

Coffee shop e marijuana in casa: la proposta del "partito" della cannabis legale

ROMA –  Si potrà acquistare la cannabis al dettaglio, mettendo piede in un “coffee-shop”. Oppure fumare una “canna” in poltrona, attingendo a una mini riserva personale di piantine coltivate in casa. O, infine, si potrà fondare un “cannabis social club”, sul modello spagnolo.

Arriva la legge per legalizzare l’uso della marijuana in Italia. E stavolta si fa sul serio, perché la proposta sostenuta da più di duecento parlamentari sarà depositata la prossima settimana in entrambi i rami del Parlamento.

La novità, rispetto al passato, è il “peso specifico” di chi sostiene l’operazione: democratici, vendoliani e grillini, una pattuglia trasversale che reclama la calendarizzazione già prima della pausa estiva. L’ultima bozza, discussa due sere fa dall’intergruppo parlamentare del senatore Benedetto Della Vedova- un passato radicale e un presente da sottosegretario agli Esteri – cambierà ancora di qualche virgola.

Ma la sostanza non cambia: un’autentica rivoluzione per la galassia delle droghe leggere, condensata in nove articoli.

Con la legalizzazione cambiano innanzitutto le regole per il consumo personale. E alla cannabis si potrà accedere attraverso due possibili percorsi. Il primo passa dall’autoproduzione per autoconsumo. Quello del fumatore casalingo, per intenderci, con un tetto di cinque piantine personali.

Il secondo è il mini circolo per fumatori: cinquanta associati al massimo, non più di duecentocinquanta piante di erba.

Con un paletto: la guida del “circolo della marijuana” sarà off limits per chi ha precedenti per traffico di stupefacenti. Né il fumatore solitario, né quelli di gruppo potranno naturalmente vendere il prodotto senza incappare nel reato di spaccio.

articolo tratto da www.repubblica.it

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