In Monferrato l’allevatore di capre che coltiverà anche la cannabis

In Monferrato l’allevatore di capre che coltiverà anche la cannabis

Umberto Signorini dell’azienda San Martino di Occimiano non è abituato a fare polemiche A lui piacciono i fatti come ha dimostrato con la sua attività dove in pochi anni, allevando 1.200 capre, produce 1 milione di litri di latte all’anno e suoi derivati, oltre a bioetanolo da fermentazione anaerobica.

Dunque oggi non fa polemica con il ministro dell’Interno Salvini che vuole chiudere tutti i i cannabis shop, visti come luoghi per vendere drogaSignorini fa i fatti, pensando agli effetti benefici della cannabis light che intende produrre «a fini farmaceutici, cosmetici, veterinari, alimentari in serre di ettari sul territorio alessandrino completamente controllate e dove richiederò la presenza della finanza».

Nella ricerca di un partner strategico internazionale ora ha costituito la Wayland Italia, acquisendo il 49,9% di Wayland Group, multinazionale canadese, tra i principali players mondiali, attivi nella produzione e trasformazione dei derivati della cannabis detta sativa. Ha presentato la Wayland Italia all’Assolombarda, che già nel 2012 gli ha assegnato una targa per la collaborazione di più di 40 anni e qualche giorno fa a Milano un incontro ufficiale con i massimi rappresentanti del Gruppo Wayland (Benjamin Ward, Morten Brandt,Josef Spaeth,Bhupinder Brar , Geoff Kosar, Jeff Ayotte, Matt Leod) ha verificato l’avanzamento del progetto.

Signorini ha coinvolto l’Università del Piemonte Orientale, per avere il supporto tecnico e di ricerca in campo medico e biologico e ha incontrato Provincia , Comune perché «mi muoverò sul territorio alessandrino, con serre a temperatura controllata ed evitando contaminazioni con agenti esterni, visto che il primo uso sarà di tipo farmaceutico».

Non fa polemica, ma c’è un esaustivo dossier sulla sua scrivania sull’uso dei cannabinoidi estratti dalla pianta della canapa sativa che parlano di una molecola prodotta da diverse parti della canapa «per un’azione antinfiammatoria, anticonvulsiva, antiossidante, ansiolitica». Risultati comprovati su «artrite, dermatiti e psoriasi, , alzheimer, diabete».

Gli occhi controllano fogli e dossier che spiegano altri usi nel settore veterinario e si aggiungono a quelli già elencati: «Recupero post-interventi chirurgici, benessere fisico dell’animale , per piaghe cutanee oppure contro le dermatiti».

Il settore cosmetico come l’alimentare non è da meno, con la possibilità «di potenziali 123 miliardi di utili che potrebbero scaturire da questo settore con oltre 44 Paesi che hanno già legalizzato la cannabis per uso medico». «Per il settore cosmetico creme antininfiammatorie e addirittura anticellulitiche, per quello alimentare tisane, caffè, latte di capra in polvere, miele». «L’elenco è lungo – dice – e non si può esaurire in una sola chiacchierata».

Articolo tratto da www.lastampa.it

One Response

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