Semi di marijuana: quello che nascondono di una pianta miracolosa

Semi di marijuana: quello che nascondono di una pianta miracolosa

Semi di marijuana: storia della pianta, utilizzi, coltivazione e consumo

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Sebbene incompresa e poco conosciuta, la canapa, da cui si ricavano i semi di marijuana, sta vivendo negli ultimi anni uno sviluppo notevole anche in Italia. Perseguitata da una mentalità proibizionista e gretta, questa pianta, madre di semi apprezzati sin dall’antichità, è una preziosa risorsa per l’ambiente e per l’essere umano. Proveremo, di seguito, a dimostrare le origini antiche della pianta e i tanti usi che i nostri avi ne facevano. Una prova che i semi di canapa, detti anche semi di Maria, possono apportare tanto beneficio e benessere non solo all’individuo ma all’intero ecosistema.

I semi di Maria, benessere a 360° e una storia millenaria

Conosciuti anche come semi di Maria per l’etimologia della parola, i semi di marijuana sono una vera e propria bomba di benessere. Con un complesso di vitamine, proteine e antiossidanti, possono essere usati in cucina sotto forma di semi o di olio ma avere anche tantissimi altri usi, sostituendo pericolosi inquinanti come plastiche e petrolio. Negli ultimi anni la pianta di canapa riesce ad essere trasformata anche in carta o in tessuto, grazie alla sua versatilità, superando in tal modo la resistenza e la sfiducia radicata negli anni nella mentalità dei consumatori.
Oggi i semi di canapa sono considerati i “reali” del mondo bio, tanto da avergli dedicato una Fiera Internazionale, la Canapa Mundi che si tiene ogni anno a Roma. Vegani, vegetariani e amici dell’ambiente ne riconoscono le proprietà benefiche, aiutando a superare le resistenze dovute agli usi impropri della pianta. Ma vediamo da dove hanno origine questi semi e come sono entrati a far parte della nostra quotidianità.

La canapa è formata da un fusto alto e piuttosto sottile e rientra nella categoria delle piante legnose. Ricco di foglie che crescono su tutta la lunghezza, raggiunge e a volte supera i 4 metri, producendo abbondanti semi. La fibra da cui è formata è particolarmente resistente perché costituita da materiale che abbonda di cellulosa e di alcuni semi ricchissimi di sostanze nutrienti. Anche se in Italia il suo sviluppo è recente, molti popoli hanno conosciuto e goduto dei benefici dei semi di marijuana già da moltissimi secoli.

Secondo alcune fonti storiche, il termine marijuana ha origine dall’America latina, in particolare dal Messico. Ma vi sono studi che garantiscono alla pianta dei natali ben più lontani, risalenti addirittura alla cultura cinese. Si racconta, infatti, che alcuni coloni cinesi che utilizzavano in modo regolare i semi di Maria, sbarcarono nel Sud America dove portarono la loro “ma ren hua” che si traduce con “fiore del seme di canapa”. Il popolo messicano, vivendo a stretto contatto con i coloni cinesi stanziatisi in quel luogo, iniziarono ad usare questi semi facendo proprio il termine “ma ren hua”, per poi trasformarlo in mariguana. Il termine mariguana ha attraversato secoli e popoli diversi fino a diventare la nostra marijuana. È proprio dal Sud America, infatti, che c’è stata l’esportazione in tutto il mondo arrivando fino in Europa e dunque in Italia.

La canapa sativa e le trasformazioni della pianta

La famiglia della canapa ricomprende svariate specie di piante che presentano caratteristiche e proprietà diverse, tra le quali spicca la Canapa Sativa, che è la più utilizzata. Questa specie di pianta contiene una quantità di resina che è priva dei cannabinoidi e cioè di sostanze psicotrope come il Thc, che è una tra le più importanti e conosciute. Per questo motivo la Canapa Sativa viene usata in diversi settori come quello estetico, medico, energetico, alimentare e tessile. I cannabinoidi, al contrario, sono presenti nelle infiorescenze e nelle foglie di un’altra categoria di canapa, la cosiddetta Canapa Indica o Canapa Indiana. La resina di questa specie di canapa contiene una considerevole quantità di Thc, che veniva usata con finalità curative in Oriente già dall’antichità. Era molto comune, in alcune località cinesi, arrotolare foglie di canapa per fumarle ed ottenere benefici su corpo e mente. Usata per dolori articolari ed emicranie, contro stati di ansia e per problemi alle vie respiratorie, gli antichi sapevano sfruttare bene i semi di questa preziosa pianta.Leggi anche  Crisi Whirlpool. Pallini (M5S): difendiamo i lavoratori dell’indotto irpino

Già dalla prima metà del 900, quando il proibizionismo non aveva ancora invaso il continente europeo, nel nostro paese venivano coltivati moltissimi ettari di canapa. Purtroppo nel corso degli anni le coltivazioni sono diminuite sempre di più fino a diventare una pianta proibita e maledetta che non poteva essere né coltivata né tantomeno utilizzata. Da qualche anno vi è stata una riscoperta della canapa e dei suoi semi, e dal 14 gennaio 2017 è entrata in vigore una legge che ne consente l’utilizzo e la semina anche se con qualche limitazione. La specie coltivata, infatti, deve contenere una percentuale di Thc consentita dalla legge e accompagnata sempre da idonea documentazione da presentare in caso di controlli da parte delle autorità. Una vera e propria apertura di questo mercato, antico come il mondo, ma più attuale che mai.

In Italia, dunque, è possibile utilizzare i semi di canapa quando vi sono ridotte quantità di Thc, che devono aggirarsi intorno allo 0,2% secondo la normativa vigente. È importante ricordare che secondo la legislazione in vigore è consentito coltivare tutti i tipi di semi, anche se contengono Thc, ma in tal caso è necessario che questi siano semi iscritti nel catalogo delle genetiche coltivabili in Europa. In questo caso non si potrà concludere il ciclo vitale della marijuana se il contenuto di Thc è elevato, proprio perché secondo la legge italiana è illegale.

I diversi usi dei semi di Canapa

Proprio in vista di quest’apertura normativa, la circolazione dei semi di Canapa sta assumendo in Italia dimensioni davvero notevoli. Dall’uso in cucina tanto amato dai vegani alle molteplici modalità di utilizzo industriale, sostanze benefiche che stanno conquistando il primo posto tra le specie vegetali, alleate dell’ambiente e dell’uomo.

In cucina e in medicina

L’olio d canapa, ad esempio, si ottiene mediante la spremitura a freddo dei semi di Cannabis. Viene usato per cucinare e può essere un integratore per migliorare i processi fisiologici, rafforzando le difese immunitarie. Dalle proprietà analgesiche e antiossidanti riduce ansia e stress oltre a rallentare il naturale processo di invecchiamento, grazie alla naturale presenza di Omega 3 e Omega 6. Negli ultimi anni molte SPA stanno utilizzando creme e prodotti a base di semi di marijuana per il trattamento di smagliature e cellulite, sali naturali che contengono percentuali di semi per scrub naturali al viso e al corpo. Molti oli essenziali vengono arricchiti dei semi di Maria per la massoterapia; effettuare massaggi con questi prodotti, infatti, riesce a portare benessere all’epidermide secca. Sfruttando queste ultime componenti, infatti, viene consigliato per il trattamento di psoriasi e acne, rendendo la pelle elastica e morbida. Se, infatti, le sostanze della canapa hanno un effetto nutriente sulla pelle, riesce a purificare la pelle eliminando brufoli e punti neri. Possiede, inoltre, proprietà antiinfiammatorie utilizzate per patologie come l’artrite, artrosi e dolori muscolari generalizzati. La medicina sportiva utilizza creme a base di semi di marijuana in caso di distorsioni o gravi strappi durante le sessioni sportive. Gli atleti riescono ad anestetizzare la zona contusa ottenendo subito buoni risultati, che consente loro di tornare velocemente a gareggiare.

I semi di marijuana sono un nutrimento completo perché contengono qualità e quantità di proteine nella giusta misura, per tale ragione vengono sfruttati da vegetariani e vegani come sostitutivi della carne e del pesce. I componenti interni dei semi sono le proteine per il 25% e ben 8 diversi aminoacidi essenziali e acidi polinsaturi, utili per contrastare e prevenire patologie come l’arteriosclerosi, il colesterolo e le malattie del sistema respiratorio come l’asma. Assumendo quantità di semi di canapa in modo regolare nella propria alimentazione quotidiana, è possibile ridurre le quantità di colesterolo negativo dal sangue, evitando conseguenza al sistema cardiovascolare.

Un vero e proprio super food, insomma, sotto forma di semi, da aggiungere a diverse insalate o legumi in zuppa che consente un giusto apporto di proteine senza l’assunzione di grassi animali e calorie in eccesso. Riteniamo che assumendo proteine vegetali, in sostituzione a quelle animali, è possibile un consumo più razionale della carne. Ciò ridurrebbe non solo molti danni alla salute dovuti all’eccesso di questo tipo di grassi ma anche un’attenzione maggiore al mondo animale.

Produzione tessile: la canapa viene usata anche per la produzione tessile, in alternativa alle coltivazioni di cotone. Gli ambientalisti più accaniti e la green population, infatti, ritengono che le coltivazioni di cotone danneggino l’ambiente per l’uso eccessivo di risorse idriche e di pesticidi, mentre la pianta di canapa richiede minore quantità di pesticidi e acqua. Pesticidi che danneggiano l’ecosistema ma anche la pelle di adulti e bambini, che anche se in percentuale minima, ne assorbono le sostanze dannose. Anche se in via di sviluppo negli ultimi anni, l’uso di canapa in questo settore non è affatto recente, se ricordiamo che già con i fenici veniva largamente utilizzata per creare le vele delle loro imbarcazioni, giunte sino a noi oltrepassando i secoli. Un tessuto molto resistente, dunque, coprente e che può essere utilizzato per diverse finalità

Produzione di carta

La canapa può essere utilizzata anche per produrre la carta grazie alla stoppa e alla parte legnosa della pianta che è detta canapoli. Questa parte del fusto è quella che resta dopo che la fibra tessile e i semi vengono estratti. Anche la carta prodotta con la canapa ha origini antiche, se pensiamo che la Costituzione americana fu scritta su fogli di canapa ed arrivata fino a noi oggi.

L’America è stata un vera e propria pioniera in fatto di coltivazione di marijuana, tanto che nel periodo della colonizzazione il governo degli USA richiedeva in modo espresso la coltivazione di canapa, erogando sanzioni a chi si opponeva. Oggi la carta proveniente dalla canapa può avere un uso comune come per la produzione di quaderni o libri, ma anche per utilizzi più nobili e pregiati.

Canapa e bioedilizia

La fibra vegetale che compone questa pianta trova un ottimo riscontro nel campo della bioedilizia, cioè l’edilizia sostenibile per l’ambiente. Utilizzando ogni parte della canapa per i più diversi scopi e nutrendosi dei semi evitando il consumo incontrollato di proteine animali, sarebbe possibile migliorare la situazione di crisi che vive oggi l’ambiente, riducendo gli alti tassi di inquinamento e tossicità. Non dimentichiamo che molte gravi malattie provengono proprio dall’uso incontrollato di proteine animali. Da questo discende lo sfruttamento degli animali, l’uso incontrollato di antibiotici ed ormoni che danneggiano loro e gli esseri umani che si nutrono della loro carne.

Alternativa al petrolio

Amica dell’ambiente, la canapa potrebbe rimpiazzare anche il petrolio, grazie ai processi di combustione. In tal modo, infatti, si ridurrebbero le emissioni di CO2 che vengono rilasciate nell’atmosfera. Questo avviene perché le quantità di anidride carbonica emesse in fase di combustione, verrebbero bilanciate dall’assorbimento di Co2 da parte della canapa, durante la loro coltivazione.

Alternativa alla plastica

Pochi sanno che la canapa può essere un’alternativa alla plastica, così inquinante. La cellulosa che è presente nella pianta, infatti, consente di ottenere plastica degradabile che può avere i più svariati usi, come ad esempio i materiali usati da isolante o per la produzione di packaging. Su questa strada l’uso della canapa può costituire una valida alternativa alla plastica, così inquinante e dannosa per l’ambiente.

La coltivazione e il consumo di semi di canapa

Quanto scritto fin qui ci fa comprendere le potenzialità dei semi di marijuana e i miglioramenti che potrebbe portare all’intera umanità. Imparando dagli antichi che ci hanno preceduto, possiamo imparare molto e prendere spunto per il futuro. Sappiamo, infatti, che non facevano uso di prodotti chimici e tossici ma prendevano tutto ciò di cui avevano bisogno dalle risorse che offriva loro Madre Natura. Questo ci rende consapevoli della necessità di un back to origins per l’umanità intera, prima che sia troppo tardi.

articolo tratto da https://thewam.net/

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