Firmate la petizione per legalizzare la cannabis light!

Ci sono in gioco in Italia 10.000 addetti, dalla produzione alla commercializzazione, 2.500 ettari di terreno coltivati, 1.000 aziende agricole

Ma di cosa parliamo quando parliamo di Cannabis Light? Si tratta del prodotto delle infiorescenze femminili della Canapa Sativa: vengono selezionate quelle che racchiudono concentrazioni minime di THC (l’emendamento aveva stabilito sotto lo 0,5%), senza quindi gli effetti collaterali associati ad un alto livello di Thc. Le piante selezionate per la tipologia light, inoltre, sono invece ricche di CBD, il cannabidiolo, cioè un composto non psicoattivo che ha un effetto rilassante. La cannabis light può essere inoltre utilizzata in molti campi. In ambito alimentare si possono usare i semi per alimenti come il pane, l’olio, i biscotti e la pasta. I semi presentano un alto contenuto proteico e apportano grassi essenziali Omega 3 e Omega 6. Si può utilizzare anche come fibra tessile o, nella bioedilizia, come isolante. Di recente è stato realizzato da una società canadese il primo aereo fatto interamente con fibra di canapa e alimentato al 100% con canapa. La fibra ottenuta dalla canapa è 10 volte più resistente dell’acciaio.

Riteniamo quindi che la decisione della presidente del Senato sia più politica che tecnica, in quanto l’emendamento era totalmente inerente ad esigenze specifiche di un settore produttivo, argomento intrinseco al Bilancio. Si modificava infatti la legge sulla canapa industriale, una legge prettamente agricola, stabilendo che si possono commercializzarne i fiori, che si possono usare tutte le parti della pianta, a patto che il contenuto di THC sia al massimo dello 0,5%.

Resta, come prevedibile, l’amaro in bocca per la becera propaganda di Salvini e della destra che parlano di “Stato spacciatore” quando si tratta invece di una sostanza assolutamente non pericolosa, neanche comparabile alle sigarette o all’alcol. Inoltre la vendita della cannabis light legale si è tradotta anche in un calo dei guadagni per la criminalità organizzata.

A questo punto ci auguriamo che Pd, M5s e Leu riescano a inserire nel calendario parlamentare alla prima seduta utile la richiesta d’urgenza sottoscritta da 50 senatori per lavorare alla modifica della legge sulla canapa industriale, rendendo la speranza a tanti agricoltori e piccoli negozianti. Ricordiamo che parliamo di oltre 10.000 addetti, dalla produzione alla commercializzazione, 2.500 ettari di terreno coltivati, 1.000 aziende agricole, tutte associate a Coldiretti, Cia e Confagricoltura. E 1.000 shop in tutta Italia, autorizzati dalle amministrazioni pubbliche, con partita Iva e registratori di cassa, per un giro d’affari complessivo calcolato intorno ai 150 milioni di euro, se non addirittura maggiore.

di Duccio Braccaloni, Ecquologia

La petizione è stata lanciata su Change.org, all’indirizzo http://bit.ly/2sBL2IH

Articolo tratto da http://www.greenreport.it/

7 Responses

  1. Che l’Italia ritorni ad essere tra i maggiori produttori di canapa, che come il maiale, non si butta via niente…

  2. sono una piccola imprenditrice agricola biologica, credo nella canapa e in tutte le sue applicazioni.

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