Cartine e filtri: nuove tasse e si potranno acquistare solo in tabaccheria

Cartine e filtri: nuove tasse e si potranno acquistare solo in tabaccheria

Anno nuovo tasse nuove. Il 2020 si è aperto con un’importante “novità” nel mondo dei fumatori fai-da-te.
Per effetto della legge di Bilancio n. 160/2019, infatti, cartine & co. da ora in poi si possono acquistare esclusivamente dai tabaccai. Supermercati, negozi etnici e shop online non sono quindi più autorizzati alla loro vendita con conseguenze facilmente immaginabili soprattutto per le aziende di piccole dimensioni a conduzione familiare (circa 600 in Italia).
Il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli stabilisce le modalità di commercializzazione dei prodotti cosiddetti “accessori” («cartine, cartine arrotolate senza tabacco e i filtri, funzionali al
consumo dei trinciati a taglio fino per arrotolare le sigarette» come puntualizzato dalla norma ai commi 659 e 660), iniziando dall’identificazione dei soggetti tenuti al pagamento della nuova imposta di
consumo, ossia i produttori o fornitori (italiani o esteri).


In pratica cosa accadrà? Stato OK, imprese KO?

Secondo le ultime stime, gli italiani, annualmente, consumano 5 miliardi di confezioni di cartine e 3,5 miliardi di filtri. Considerando che l’imposta prevista è pari a 0,0036 euro ad “accessorio”, conti alla mano la nuova normativa porterà nelle casse dell’Erario ben 30,6 milioni di euro l’anno. E fin qui gli economisti di ogni dove possono (quasi) cantar vittoria. Chi pensa, però, alla fisiologica contropartita dei danni che subiranno le imprese italiane produttrici di filtri e cartine, alla inevitabile flessione delle entrate per gli ex rivenditori e all’aumento che subiranno i consumatori? Il tutto senza considerare che all’orizzonte potrebbe profilarsi lo spettro del contrabbando. Staremo a vedere. Come ogni nuova tassa che si rispetti,
anche questa porterà inevitabili scossoni.

Il reso della merce invenduta


Ovviamente la merce invenduta non può sparire come per incanto. Dunque cosa accadrà dei prodotti rimasti sugli scaffali degli esercizi diversi dalle tabaccherie? È la stessa manovra a stabilirlo. Sarà infatti possibile chiedere il reso della merce invenduta ai produttori/rivenditori di filtri e cartine che non sono state assoggettate alla nuova imposta di consumo perché già in commercio prima dell’introduzione dal nuovo balzello.

Voci di corridoio…

Secondo alcune voci di corridoio ci sarà una richiesta da parte di AAMS, per i negozi che hanno nel loro magazzino della merce quale articoli da fumo, di compilare un modulo apposito per auto dichiararne le quantità per poi poterle smaltire nel futuro anno 2020.

Ma questo è ancora da verificare, quello che c’è di certo è che Dal 2021 in poi la vendita sarà destinata quindi solo alle tabaccherie sotto forma di monopolio statale

di Lauretta Belardelli

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