Il termometro del mondo cannabis - di Marta Lispi

Il termometro del mondo cannabis - di Marta Lispi

Cari cannabici,
il 9 febbraio 2020, si è svolta la conferenza di @+Europa “ Cannabis Light – Affari in Fumo” con la partecipazione degli operatori del fiore non-psicoattivo più recriminato d’Italia.
A pochi giorni da “Cambiamo Passo per una svolta della politica nazionale sulla canapa” di @Federcanapa, siamo catapultati in uno scenario completamente diverso anche se spesso si parla delle stesse situazioni, ci sono egualmente operatori e figure istituzionali e si rivalutano le medesime leggi.

Federcanapa…


Federcanapa, si occupa dell’intera filiera agro-industriale, mentre +Europa si e’ incentrata sulla salvaguardia di una figura professionale: il negoziante di Cannabis Light, come spiega la tesoriera Ariela Briscuso, sintetizzando il problema con la definizione “proibizionismo pregiudiziale”, da distinguere da quello reale, in quanto non si parla di una sostanza stupefacente.

Negli ultimi anni, il termometro politico si è agitato più volte grazie all’intervento di +Europa, con la gratitudine degli operatori che ritrovano nei politici radicali un reale interlocutore preparato e propositivo, intenzionato a dar voce alla realtà dei fatti in nome dei diritti.

Ma i contenuti dei discorsi della conferenza sono ridondanti da anni per le associazioni rappresentanti e non ci sono soluzioni pratiche ad oggi per questa figura professionale, che e’ inserita in un quadro internazionale alquanto macabro.

Quale prospettiva per il negoziante di Cannabis Light?


Il punto di vista se si sposta oltreoceano, negli Stati Uniti organizzano la USA CBD EXPO dopo aver legalizzato il THC, mentre in Italia si cimentano nel disperato tentativo di salvaguardare la legittimità della Cannabis Light.
Quali differenze si notano tra i terreni sociali? la presenza della criminalità organizzata e la protezione dei privilegi arrogati dalla stessa nella storia, inserita nella trama del potere legislativo.
Se consideriamo l’influenza della cannabis light sulle perdite delle mafie, non possiamo ignorare la storia della sigaretta elettronica, considerata esemplare e altrettanto valida per comprendere il futuro del settore canapa.

Negli USA:

Negli Stati Uniti nel 2018 si e’ stimato il crollo dell’8% del consumo di tabacco a favore della sigaretta elettronica (dati Nielsen).
In Italia, una fine similare a quella dei liquidi per la sigaretta elettronica l’hanno avuta filtri e cartine, a questo punto speriamo che non prendano i prerollati di cannabis light in comodi pacchetti sigarettati e bollati.
Nel mentre, i principi attivi sintetici già si fanno spazio negli scaffali della farmacia, data prevista 2022.

Una volta esistevano i grow shop e lavoravano per la legalizzazione, ora, a un passo dalla rivalutazione della possibile eliminazione della cannabis dalla Convenzione Unica dell’ONU, si parla di salvaguardia della Cannabis Light, fenomeno tutto italiano studiato all’estero alla stregua di pizza e mandolino.
Credo che dovremmo elevare la prospettiva, per osservare i paesi dove funziona il business cannabico: nella sinergia tra filiera hemp e legalizzazione weed, incremento di verde e di verdoni.

Scritto da Marta Lispi

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