Niente sballati sopra le righe: i consumatori di Cannabis sono "responsabili"

Niente sballati sopra le righe: i consumatori di Cannabis sono “responsabili”
È questa la conclusione di uno studio congiunto svolto dall’Università di Berna e dalle autorità cittadine su 1300 persone.


A fine gennaio, l’Università di Berna ha presentato ai media i risultati di uno studio riguardo la “gestione” dell’uso di Cannabis da parte di suoi regolari consumatori. Secondo le ultime stime in Svizzera, su una popolazione di circa 8,5 milioni, a fumare regolarmente uno
spinello – con livello di THC inferiore all’1% – è una media di 250mila persone.

Alla luce è venuto un ritratto interessante degli habitué del “fumo” che li allontana mille miglia dai classici stereotipi. A partire dai problemi di
salute e dalle complicanze di carattere sociale che sono, prima di tutto, arginati grazie un uso intelligente della Cannabis.
Gli intervistati, infatti, hanno ammesso di adottare diverse “strategie”, indipendentemente dall’età, sesso e istruzione. Quali? Evitando,
per esempio, di consumare Cannabis prima del lavoro, della scuola o di mettersi alla guida di un veicolo.

Fine di una politica di “divieto”?


In Svizzera, il consumo personale e il possesso di quantità inferiori ai 10 grammi di Cannabis viene considerato totalmente depenalizzato e
senza alcuna conseguenza legale per tutti i cittadini, a prescindere dall’età. Ai partecipanti allo studio è stato chiesto un parere circa queste e altre opzioni normative in materia.
Sebbene secondo una maggioranza la politica dei divieti sia considerata poco sensata, nemmeno l’idea di una completa legalizzazione sembrerebbe fare breccia.

Accolti a pieni voti, infatti, sono regolamenti riguardo il limite di età, il divieto di fare pubblicità o la possibilità di aprire negozi speciali con personale qualificato.
Depenalizzare: la “mossa” giusta Alla base della depenalizzazione del consumo di Cannabis, chiesta con fervore dall’ecologista Franziska Teuscher, sta la convinzione che i divieti siano soltanto un ulteriore input per il mercato nero.

Invece di penalizzare chi riesce a gestire il consumo di spinelli senza
conseguenze negative, sostiene la Teuscher, bisognerebbe concentrarsi su quell’1% che usa la Cannabis in modo “problematico”. Da qui la
richiesta, a suo tempo da parte dell’Università di Berna, di avviare un progetto pilota che potesse prevedere la vendita controllata di Cannabis
nelle farmacie.

L’Ufficio federale della sanità pubblica non ha mai concesso il placet ma, ora, le acque pare si stiano smuovendo.


Legalizzare: sì o no?


Se più conoscenza significa più consapevolezza, come la mettiamo con la
libertà di poter usufruire della Cannabis a scopo cosiddetto “ludico”? Secondo lo studio, alla legalizzazione corrisponderebbe anche un uso
maggiormente consapevole della sostanza: sembra infatti che là dove il consumo viene permesso e regolato, non si verifica un
incremento del consumo ma piuttosto una flessione, mostrando, tra l’altro, meno segni di “dipendenza”.

SCRITTO DA LAURETTA BELARDELLI BY PRIMERO ROMA

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