La cannabis può combattere il coronavirus?  …e i super batteri?

La cannabis può combattere il coronavirus? …e i super batteri?

La psicosi di massa legata al COVID-19 ha ormai influenzato la societa’ in modo incisivo.
I timori alimentati dai media e supporati in Italia dalle misure restrittive in alcuni casi discutibili, anziche’ basare la comunicazione sulla prevenzione generale alle infezioni virali.

La malattia cinese del coronavirus ha invaso il globo e con lei il panico e il timore di una pandemia globale all’inizio del 2020.
A livello mondiale sono stati superati gli 80.000 infettati mentre il bilancio delle vittime è salito a oltre 2.500, di cui la stragrande maggioranza dei casi si e’ verificata in Cina.
Ad un certo punto un dato interessante ha attratto l’attenzione degli indici di ricerca, un improvviso boom di persone che digitavano su Internet: “la cannabis può uccidere il coronavirus?”.
L’enorme picco di interesse può essere ricondotto a un meme che è stato pubblicato su Twitter l’8 febbraio dal regista Vivek Ranjan Agnihotri.
Agnihotri ha applicato una tecnica di diffusione mediatica basandosi su un fake che sollecitasse l’attenzione sulla cannabis terapeutica,
ha creato una schermata di un bollettino di fake news che sosteneva che un team di ricercatori aveva scoperto nella marijuana un trattamento efficace per le infezioni da coronavirus.
L’immagine fabbricata – presentava il titolo “Breaking News – Weed Kills Coronavirus” – “la soluzione a molti problemi del mondo e’ in India”.
“Ma non si riesce a vedere finché si ridicolizza la nostra antica saggezza. La cannabis è una pianta magica. Fino alla metà degli anni ’80 è stata venduta da Govt.”
“A causa di Rajiv Gandhi e delle compagnie farmaceutiche occidentali ha avuto una brutta fama. Rendere la cannabis legale”.
Sebbene Agnihotri abbia diffuso un’informazione fuorviante – e potenzialmente pericolosa – di disinformazione, aver creato una cosi grande attenzione online in modo cosi rapido testimonia la crescente consapevolezza globale della cannabis come opzione terapeutica.
In effetti, una ricerca simile e’ stata condotta ed esiste un corpus crescente di scienziati che suggeriscono la cannabis come la possibile prossima grande arma nella lotta contro i superbatteri, grazie alle sue potenti qualità anti-microbiche.

Come la cannabis combatte i superbatteri

Nel gennaio 2020, un team di ricercatori della McMaster University di Hamilton, in Ontario, ha scoperto che la cannabis può essere utilizzata per combattere i batteri resistenti agli antibiotici e altri superbatteri.
I ricercatori isolato cinque cannabinoidi con potenziali proprietà antibiotiche, prima di identificarne uno in particolare come il più indicato: il cannabigerolo o CBG.
Questo cannabinoide ha dimostrato un profilo particolarmente solido quando si tratta di uccidere lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA).
Una grande notizia per il mondo medico, poiché l’ MRSA è uno dei superbatteri ospedalieri più diffusi, nonché responsabile di circa 20.000 decessi l’anno solo negli Stati Uniti.

Ancora più importante, e’ la scoperta che il CBG è altamente efficace nell’eliminare anche i “patogeni persistenti” responsabili delle infezioni croniche.
È stato scoperto, inoltre, che il CBG è un potente detergente del “biofilm” difficile da rimuovere quando si accumula sulla pelle di un paziente o su impianti medici a seguito di un’infezione.
Il dott. Eric Brown, capo-ricercatore, e’ entusiasta dei risultati ottenuti ed ha ampliato lo studio in ambiente di laboratorio sulla capacità del CBG di trattare le infezioni da MRSA negli animali e ha richiesto di poter effettuare ricerche approfondite anche su altri cannabinoidi isolati.

Scritto da Marta Lispi per Primero Roma

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