Coronavirus: gli effetti sul mercato della canapa light in Italia

Coronavirus: gli effetti sul mercato della canapa light in Italia

Coronavirus: gli effetti sul mercato della canapa light in Italia. In questo periodo di quarantena, in tutti i paesi dell’Unione Europea e ancor meno in Italia, i prodotti di cannabis light non rientrano nella categoria di prodotti ritenuti essenziali; per questo, con il decreto che ha portato l’Italia in lockdown, anche in questo settore tutti i negozi specializzati hanno necessariamente dovuto chiudere i battenti.

Ad oggi, la situazione è diversa solo in alcuni stati degli States, dove la canapa terapeutica è stata inserita nella suddetta categoria di prodotti essenziali, permettendone quindi la giustificata apertura degli shop specializzati.

Il nostro Bel Paese sta affrontando innumerevoli sfide, il marasma dell’epidemia con il conseguente blocco totale ha colpito l’economia nazionale, in tutto questo è incluso anche il settore della cosiddetta cannabis light, ovvero tutte quelle attività produttive e commerciali che trattano serie di prodotti a base di canapa legale sativa certificata.

Specifichiamo che questi prodotti dalle proprietà rilassanti, per esser commercializzati, devono dar prova di essere a norma di legge, ovvero devono avere una loro tracciabilità di filiera e, fattore ancor più essenziale, devono essere conformi alle quantità di THC inferiore prevista dalla normativa vigente, ovvero sotto lo 0,5%, ovviamente il tutto deve esser documentato da analisi di laboratorio allegate.

Mercato attivissimo

Fatta questa specifica, abbiamo scoperto che questo mercato non si è affatto fermato, come forse un po’ tutti potevano aspettarsi, visto il momento difficile, il blocco totale e anche le fake news che sono circolate inizialmente, dove si propinava l’utilizzo della canapa per “curare” il coronavirus; anzi, in tutta Italia, sia i distributori automatici che le consegne espresse o con corriere, hanno garantito la continuità nella vendita della vasta gamma di prodotti al CBD.

Per affrontare la permanenza in casa, molte persone hanno scelto e continuano ad acquistare prodotti al CBD, perlopiù infiorescenze di canapa legale. In questo, come in altri settori, le richieste dei clienti si sono spostate tutte esclusivamente sul web, ovviamente per rispettare le regole ed evitare di uscire.

A riferircelo è il team di Primero, noti produttori della Capitale e distributori diretti di infiorescenze di cannabis light operanti in questo settore dal 2016 con tre negozi su Roma, un sito internet in perenne attività e distributori h24 sul territorio.

In base alle loro informazioni dirette, si è potuto denotare un grosso incremento di richieste dei prodotti da loro commercializzati, tanto da spingerli a mettere online il loro e-shop, organizzando un e-commerce e una rete di consegna di corrieri in tutto il territorio nazionale, nel breve tempo di una sola settimana.

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Ci hanno riferito il loro notevole incremento di oltre il 30% in più di ordini del normale, confermandoci che anche tanti altri produttori agricoli del settore, con cui collaborano o che conoscono direttamente, hanno avuto forti incrementi, tanto da spingerli a continuare ad essere operativi attrezzandosi per andare incontro alla necessità dei clienti, che pur rimanendo a casa ricercano online anche questo genere di prodotti.

I consumatori italiani, acquistando negli shop online, hanno dato una lezione di buon senso e di spinta ulteriore di questo mercato in termini di crescita di consumi e d’interesse. L’utilizzo delle nuove tecnologie, ha permesso di evitare rischiose code, come invece è accaduto nei Paesi Bassi prima del blocco totale, dove la folla si accalcava nei negozi tecnici per fare scorte di canapa.

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