Coronavirus, Israele sviluppa terapie a base  di cannabinoidi

Coronavirus, Israele sviluppa terapie a base di cannabinoidi

Le proprietà della cannabis potrebbero essere utili a trattare i pazienti affetti da Covid. Ne sono convinti diversi medici e ricercatori a livello internazionale, che si focalizzano sulle proprietà antinfiammatorie di questo vegetale e del CBD in particolare, cannabionide non psicoattivo dalle numerose virtù terapeutiche oggi al centro della ricerca scientifica.

Tel Aviv è attualmente in corso una sperimentazione presso l’Ichilov Hospital: l’obiettivo è quello di capire se la molecola sia in grado di alleviare i sintomi della patologia e se possa rallentare il processo infiammatorio che aggrava le condizioni dei pazienti. Il dottor Barak Cohen ha sottolineato che “si tratta di un approccio innovativo per trattare alcuni dei sintomi, utilizzando un componente della pianta di cannabis considerata sicura”.

L’azienda biotecnologica israeliana Stereo Biotechs ha annunciato che nel mese di maggio avrebbero iniziato una sperimentazione clinica a base di steroidi e CBD. Secondo David Bassa, il fondatore dell’azienda, “il trattamento con CBD può migliorare il trattamento attuale dei pazienti che si trovano in condizioni di pericolo di vita. Speriamo che questo studio porti a un beneficio più rapido per il numero crescente di pazienti con Covid-19 in Israele e nel mondo”. L’obiettivo iniziale è quello di valutare la tollerabilità, la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Sempre in Israele, il Medical Cannabis Network riferisce che i ricercatori dell’Israel Institute of Technology e i loro partner stanno lavorando su due studi che esplorano l’uso di una formulazione a base di terpeni derivati dalla cannabis nel trattamento del Covid-19. Il primo studio si concentrerà sull’effetto sul sistema immunitario, mentre il secondo studio indagherà l’enzima ACE2 e come il trattamento con i terpeni potrebbe prevenire l’ingresso virale nelle cellule umane.

Infine vale la pena ricordare l’appello della IACM, storica associazione europea per la cannabis in medicina che, dopo aver sottolineato come la cannabis medica sia un servizio essenziale (e così è stata dichiarata in Canada e diversi stati americani) raccomanda ai governi di garantire la continuità ai pazienti nei trattamenti con cannabis.

Articolo tratto da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

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