PrimeroRoma-numero-1-del-cbd-online-cannabis-light

Il ministero dell’economia della Finanza ha indagato sul fatturato statale della cannabis light, un settore sempre in crescita ma anche spesso ostacolato dalle opposizioni politiche.

Nel 2019 il fatturato ammontava attorno ai 150 milioni di euro mentre nel 2020 si stima possa aver superato i 200 milioni di euro.

Stiamo parlando solo di entrate fiscali per lo Stato, entrate provenienti da un mercato legale fortemente in crescita.

Pregiudizi nei confronti dei cittadini e commercianti

Ma cos’è c’è che non va? Nonostante l’ingente numero di più di 10mila cittadini impiegati nella filiera produttiva della cannabis light, i pregiudizi sul fronte non mancano.

I consumatori di questo prodotto sono sempre stati visti come i classici “fattoni” da musica reggae e locali “sfascioni”, la pericolosa “droga marijuana” è stata accostata a sostanze peggiori e vista come droga di “passaggio”.

Oggi però il mondo sta cambiando e sempre più professionisti e persone del mondo dello spettacolo dichiarano di aver assunto cannabis e di assumerla quotidianamente.

I numeri della cannabis light

10 mila lavoratori, 200 milioni di fatturato e più di 1500 aziende.

 In questo momento difficile per la nostra società molte aziende stanno chiudendo. Bisogna dare spazio alle moltissime aziende di questo settore per garantire una ripresa economica e sociale.

I recenti numeri sono la dimostrazione che questo settore deve essere regolamentato per offrire sempre di più, durante la pandemia ad esempio diversi e-commerce di cannabis light hanno quintuplicato i fatturati.

Immaginiamo un mercato totalmente legale quali numeri potrebbe produrre, incassi non indifferenti che non solo aiuterebbero lo stato ma anche molti disoccupati che avrebbero più possibilità di lavorare in questo settore in forte espansione.

THC vs CBD l’impatto del mercato legale su quello illegale

L’impatto della cannabis light sul mercato nero è davvero interessante: Secondo la ricerca “Light cannabis and organized crime: Evidence from (Unintended) Liberalization in Italy“, pubblicata sul periodico European Economic Review, la cannabis è la droga più utilizzata in Europa.

Circa 23,5 milioni di persone l’hanno consumata nel 2016, italiani compresi. In Italia i giovani spesso al di sotto della maggiore età sono i più attratti dalla marijuana illegale.

La vicinanza dei giovani con la cannabis di fatto incrementa il narcotraffico ed è incredibile pensare che sia il proibizionismo a spingere i giovani a rivolgersi al mercato nero piuttosto che ad un mercato controllato.

Aumenta la produzione

In Italia negli ultimi anni i terreni coltivati sono aumentati di dieci volte, come riporta la Coldiretti, ovvero siamo passati dai 400 ettari del 2013 ai circa 4mila del 2018

La maggior parte degli investimenti nella produzione di cannabis light sono stati effettuati in Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna ma anche Piemonte, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Lo sviluppo dei negozietti di canapa oltretutto sta contrastando il business illegale ed educando le persone ad avere meno pregiudizio nei confronti di questa pianta.