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Dio salvi la… Cannabis, e di fretta

Il rapporto del Regno Unito nei confronti della Cannabis e del CBD

Attualmente nel Regno unito è illegale possedere o vendere Cannabis a scopo ricreativo, mentre dal 2018 è concesso l’uso a scopi medici, solamente dietro prescrizione. La coltivazione può avvenire solo a determinate condizioni ed acquisendo specifiche licenze, ma questo non ha fermato il Regno Unito dal diventare il più grande esportatore di Cannabis al mondo, sia quella per uso medico che quella da immettere nel mercato illegale.

Le coltivazioni del Regno Unito

Come anticipato, la coltivazione della Cannabis nel Paese è illegale e proibita, ad eccezione dei casi in cui questa venga coltivata per alimentare la ricerca scientifica e la rete di Cannabis medicinale della nazione, o nel caso in cui si tratti di Canapa per fini industriali.

La coltivazione per fini scientifici e medici è talmente estesa che nel 2016, secondo un report delle Nazioni Unite, ha generato circa 95 tonnellate di prodotto, pari a circa la metà di tutta la produzione mondiale. Questo nonostante l’accesso alla Cannabis per scopi medici sia limitata ad un numero esiguo di pazienti e prescrivibile da pochi dottori in tutto il Paese.

La coltivazione per fini industriali, invece, può avvenire solamente se si ottiene una licenza da parte del governo, che dev’essere rinnovata ogni anno. Per questo tipo di coltivazione bisogna inoltre tenere un registro dettagliato delle varietà in uso e dei livelli di THC nelle piante.

Un fatto curioso sulla coltivazione è che dal Regno Unito proviene anche il maggior quantitativo di Cannabis che circola nel mercato illegale, circa il 67% del totale mondiale.

CBD in ogni sua forma

In tempi recenti il CBD ha cominciato ad essere utilizzato sempre più frequentemente nel Regno Unito. Questo grazie al fatto che nel 2017 è stato riconosciuto dalle autorità come un composto con proprietà medicinali. Da quel momento i prodotti a base di CBD hanno fatto capolino sul mercato del Paese.

Ci sono però due condizioni perché questi articoli possano essere venduti. La prima è che non abbiano un tenore di THC al di sopra dello 0,2%. La seconda, che sembra quasi in contrasto con il riconoscimento del CBD come medicinale, è che non devono in alcun modo far intuire ai consumatori che abbiamo delle proprietà benefiche.

La seconda condizione deriva dal fatto che, nonostante il Cannabidiolo sia stato riconosciuto come ingrediente medicinale, nessun ente governativo ha ancora rilasciato alcuna licenza medica per prodotti a base di CBD.

Cannabis medica per pochi

Come abbiamo affermato in precedenza, la Cannabis a scopo medico è legale nel Regno Unito già dal 2018. Questo però non significa che i pazienti abbiano libero accesso alle Infiorescenze o a farmaci derivati da questa pianta.

La Cannabis non può infatti essere prescritta dal proprio medico di famiglia, ma da specialisti nell’uso di questa pianta, e dei suoi estratti, per il trattamento di specifiche condizioni mediche. Inoltre, secondo i regolamenti sulla prescrizione di Cannabis, questa può essere concessa al paziente solamente se tutte le altre terapie farmacologiche non hanno dato i risultati sperati. Per finire, reperire Cannabis o i suoi derivati, anche con regolare prescrizione, non è semplice come dovrebbe essere. Non tutte le Farmacie infatti possono procurarla, rendendo ancora più complicato tutto il processo.

Articolo tratto da: https://www.tio.ch/

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One thought on “Dio salvi la… Cannabis, e di fretta

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