fbpx

Million Marijuana March: Maggio tra manifestazioni e sentenze

Primero Roma cannabis light online cbd

Eccoci qui, a quasi un anno dall’ultima manifestazione organizzata nella Capitale.

ROMA-Il 30 Giugno dell’anno scorso, infatti, sfilava per le vie di Roma la diciottesima edizione della “Million Marijuana March”.

La marcia, che avviene ogni anno a Roma e in altre città d’Italia, è organizzata per manifestare a favore della legalizzazione della cannabis e dello sdoganamento dei suoi molteplici utilizzi.

La diciannovesima edizione della Marcia, che si terrà per le vie di Roma l’11 maggio prossimo, arriva in anticipo quest’anno. I motivi che hanno spinto gli organizzatori ad anticipare questa manifestazione sono da ricercare in diversi ambiti, da quello meteorologico a quello strettamente politico.

Infatti, sebbene le previsioni climatiche siano ottime per il weekend dell’11, il clima di tensione e il dibattito che anima le due parti è più acceso che mai.

La marcia, che quest’anno arriva nel fine settimana successivo a quello dell’International cannabis Expo di Milano (Hemp Fest), porta una polemica direttamente nel proprio manifesto. In questo, gli organizzatori si rivolgono all’attuale “governo del cambiamento”, che durante il periodo all’opposizione si fece promotore di molte iniziative pro-legalizzazione.

Nel manifesto, gli organizzatori della marcia accusano l’attuale governo di riportare questo dibattito indietro di 10 anni, in controtendenza con tutti gli altri governi mondiali.

Mentre in Europa…

Mentre in Europa e nel resto del mondo si lavora per legittimare la cannabis, il nostro paese sembra andare nella direzione opposta.

Per avere conferma di ciò è sufficiente osservare le polemiche fatte da molti organi di potere ad un altro festival, che nello scorso week end si è svolto a Milano: l’International Cannabis Expo, o Hemp Fest.

Per pubblicizzare l’evento, in tutta la città di Milano sono state regalate 7000 piantine di Cannabis “light” con la scritta “io non sono una droga”.

La più plateale delle indignazioni è arrivata dalla leader di Fratelli d’Italia, l’Onorevole Giorgia Meloni, che ha definito la campagna pubblicitaria del festival come “un’ignobile propaganda alla droga libera”.

“È un messaggio pericoloso, può essere frainteso” è invece il commento del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha richiesto l’intervento della Agcom (Autorità garante della concorrenza e del mercato).

La Agcom ha poi permesso lo svolgimento del festival, definendo gli slogan dell’Hemp Fest “non ingannevoli”.

Intanto si marcia…

La fiera di Milano si è svolta così senza intoppi e sabato 11 maggio migliaia di persone sfileranno in molte altre città per la canapa. A Roma, la marcia avrà inizio in Piazza della Repubblica e attraverserà tutto il centro, terminando poi alle 20:00 in Piazza San Giovanni. Gli organizzatori, autori del manifesto consultabile dal sito, vogliono rivendicare tre punti fondamentali con questa manifestazione:
– “Fine delle persecuzioni legali e sociali nei confronti delle persone che assumono cannabis”;
– “Accesso incondizionato all’utilizzo terapeutico da parte di tutti i pazienti”;
– “riappropriazione del diritto di poter legittimamente coltivare una pianta che appartiene al patrimonio botanico del pianeta e quindi all’umanità intera”.

Un programma ambizioso, considerando le forti opposizioni che arrivano dai vari organi di governo, e questo clima di costante incertezza non tranquillizza le migliaia di imprenditori che hanno scelto di investire in questo settore tempo e denaro. Il mese di maggio assume quindi una connotazione ben diversa da quelle degli altri anni nella lotta per la cannabis libera, con
manifestazioni nelle due città più importanti del paese e una importante decisione da prendere entro la sua fine.

Ad oggi, con un quadro normativo ancora poco chiaro e un giro d’affari di circa 7 miliardi di euro, due sentenze di due diverse sezioni della Corte di Cassazione sono ancora in disaccordo sugli esiti del futuro di questo business. Per questo, il 30 maggio la Corte di Cassazione dovrà decidere, a sezioni unite, se il commercio di cannabis “light” possa procedere di pari passo col resto del mondo.

In caso di decisione negativa, le serrande dovranno chiudersi per tutte le migliaia di imprenditori che hanno deciso di investire così tanto in questo promettente settore.

 

Scritto da Valerio Cossentino by Primero Roma

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *