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San Marino. Passa l’Istanza sull’uso ricreativo della cannabis

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L’approvazione di un’istanza d’Arengo non fa legge, non determina nessun provvedimento normativo. Tuttavia apre un indirizzo politico, un percorso da seguire. Come il sì a maggioranza (18 i favorevoli, 13 i contrari e 2 gli astenuti) espresso, ieri notte, dal Consiglio, a favore dell’istanza sull’uso ricreativo della marijuana e dell’hashish. Sulla richiesta cioè avanzata dal primo firmatario, Massimiliano Frisoni, che “venga introdotta una regolamentazione della cannabis a scopo ricreativo”.

Di certo c’è che non è nulla di concreto, ma è indiscutibilmente un piccolo grande passo che si sta compiendo nella nostra penisola. La piccola San Marino, proprio nel giorno in cui Matteo Salvini lancia un’anatema contro la legalizzazione della marijuana, ci è piaciuto riportarvi questa splendida iniziativa della piccola San Marino. E non sempre i grandi, grossi e sbruffoni hanno la meglio sui più piccoli. Forza San Marino.

Infatti nel giorno in cui Matteo Salvini dà l’altolà sulla cannabis (“Se qualcuno di Pd o M5s pensa di presentare proposte per la legalizzazione delle droghe e lo Stato spacciatore dovrà passare sui nostri corpi”), la Lega avvisa il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Martedì infatti in Assemblea legislativa i voti di Pd e M5s si sono uniti per approvare una risoluzione a favore della filiera della cannabis light proposta dai consiglieri della sinistra. “Cannabis light sì o no? Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sveli i propri intendimenti, perché desta non poche perplessità il sì del Pd in Regione a una confusa risoluzione della sinistra che in estrema sintesi promuove la commercializzazione della cannabis light”, si legge in una nota firmata dai parlamentari del Carroccio Jacopo Morrone e Elena Raffaelli.

“Ricordiamo- sottolineano i due- che il Consiglio superiore di Sanità ha prodotto nel 2018 un’articolata deliberazione dove si legge che non è da escludere la pericolosità dei prodotti ‘contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera’ e raccomanda che siano attivate misure per non consentire la libera vendita di questi prodotti nell’interesse della salute individuale e pubblica e in virtù del principio di precauzione”.

“Appare strano- proseguono i consiglieri del Carroccio- che nel documento sottoscritto dai dem non si accenni a questa importante fonte, ma si faccia riferimento genericamente solo all’obiettivo di non penalizzare il comparto della canapa”. Un modo “surrettizio, forse, per far entrare dalla finestra ciò che la linea dura nei confronti dei ‘cannabis shop’, derivante da una recente sentenza delle sezioni unite penali della Cassazione, ha fatto uscire dalla porta”.

 

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