A dieta con la Canapa: tutti i benefici di una pianta miracolosa

A dieta con la Canapa: tutti i benefici di una pianta miracolosa

A dieta con la Canapa


La prova costume è ormai arrivata. Sapete che grazie alla
Canapa è possibile (ri)conquistare la forma perduta? Rilassa, fa bene al corpo, allo spirito e all’ambiente, è un concentrato di vitamine e proteine.

Sapete che la Canapa è può essere d’aiuto anche per la linea? Ecco l’ennesimo pregio di una pianta molto discussa ma poco discutibile.

Canapa: amica della linea

Un concentrato naturale di proteine, gli acidi grassi essenziali omega 3 e 6, vitamine e fibre: i semi della Canapa sono “potente” supernutriente. Da non trascurare per chi combatte con l’ago della bilancia, poi, vantano un indice di sazietà notevole. Quindi sostituire o abbinare la farina di Canapa a
quella di grano o consumare i suoi semi è un’ottima idea per chi
desidera limitare l’apporto calorico senza avvertire improvvisi
morsi di fame.


Uno sprint al metabolismo


Gli acidi grassi essenziali sono importanti per il benessere del
nostro organismo. Che, però, non riesce a sintetizzarli e non può produrli in autonomia. È importante dunque inserirli attraverso l’alimentazione. Ad offrire un altissimo apporto di queste sostanze in versione vegetale è, rullo di tamburi, proprio la Canapa. Un’alimentazione ricca di acidi grassi essenziali fa sì che il metabolismo acceleri i suoi ritmi. Più il metabolismo è
veloce e più le calorie vengono bruciate e le tossine smaltite.
Per buona pace della fatidica prova costume. Quindi, un
consiglio? Olio e semi di Canapa dovrebbero stare sempre
nella dispensa di casa.


A tavola con la Canapa


Tanti pregi e neanche un difetto. Beh, sì. L’apporto calorico dei
semi di Canapa, ad esempio, non è proprio trascurabile. Siamo
intorno alle 100 calorie per etto. Alcune idee per consumare

alimenti a base di Canapa senza esagerare con le calorie? Un
cucchiaio di semi ad esempio (10 grammi circa) è perfetto per
integrare in un piatto di insalata o una macedonia, l’olio, invece,
va benissimo per le verdure grigliate, di per sé saporite ma
ipocaloriche. Oppure, per una merenda “completa”, ad uno
yogurt magro unire cubotti di melone e un cucchiaino di semi di
Canapa.

Ovviamente, niente zucchero!

scritto da Lauretta Belardelli by Primero Roma

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Modella influencer guadagna 60 mila dollari al mese fumando cannabis

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Fumare marijuana e postare foto su Instagram. Un lavoro che può far guadagnare fino a 60 mila dollari al mese. E’ quanto dichiara la modella americana Sewkey, la troverete sotto questo nome sui social, che dagli Stati Uniti condivede post di se stessa mentre fuma cannabis e indossa abiti sexy sui social. 

Anni 29, residente a Los Angeles, Sewkey ha raccontato la sua storia ai media americana. Da cameriera a influencer con un ingrediente, legale in California, a corredo della sua bellezza: la marijuana appunto. «Ho sofferto di depressione per un lungo periodo, ero persa. Per fortuna i social media mi hanno aiutato a superare traumi e problemi, uscendo da un pericoloso vortice di stress. Mi sono reinventata – racconta Sewkey – e l’ho fatto come quando si preme il pulsante ‘Reset’»

Quasi 300 mila follower su Instagram ma soprattutto sponsor. Come la Raw Rolling Papers, una marca di cartine molto in voga negli States. «Amo fumare e sogno di inventare un marchio tutto mio. Ho tanti follower e spero che possano crescere ancora di più. Alcuni di loro sono molto carini con me, mi fanno tanti regali. Un ammiratore mi ha inviato una borsa da 24 mila dollari. La mia vita ora è fantastica, i miei sogni si sono avverati in maniera onesta»

Articolo tratto da ilmessaggero.it
 

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Un giorno con... Maria, è una giornata al top

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Un giorno con Maria

Ci avete mai pensato a trascorrere un giorno intero (o quasi) in compagnia della Canapa?

Dalla mattina, appena svegli, alla sera, prima di andare a letto, la Canapa può diventare davvero una compagna piena di sorprese.

Ore 9: beauty trattamento

La Canapa è gettonatissima anche nel mondo della cosmesi. Le creme e i prodotti di bellezza che la inseriscono nelle loro formule vantano tantissime proprietà preziose. Una fra tutte? Quella di essere un potete anti-age e un super idratante. Dunque per viso e capelli… pronti per un bell’impacco?

Ore 10: colazione

Yogurt e semi di Canapa: un mix ferma-tempo. I semi di questa nota pianta, infatti, ricchissimi di vitamina B, hanno proprietà antiossidanti. Quindi con uno yogurt in cui viene aggiunto un cucchiaio di questi preziosi semi, potremo fare un pieno di energia. Quale miglior modo per iniziare a lavorare?

Ore 15: letture… stupefacenti

Diciamo che non è mai troppo tardi per imparare. Dunque, libro alla mano, è l’ora per approfondire le proprie conoscenze in materia. Tra i titoli più noti, da non perdere è “The Emperor Wears No Clothes”. Il suo autore, Jack Herer racconta dei molteplici usi di questa versatile pianta da attivista pro depenalizzazione. Criticato per alcune inesattezze, sicuramente Herer vide comunque lontano quando lo scrisse, nel 1985. Non si trova in italiano ma circolano online versioni amatorialmente tradotte.

Ore 16,30: fumatina rilassante

E qui ne va del gusto personale. Silenziate il cellulare, sottofondo musicale e… via, una fumatina ci sta tutta. Ovviamente della propria infiorescenza preferita.

Ore 18: knitting!

È risaputo che… sferruzzare fa bene alla salute. E non è solo “roba” da donne, anzi. Anche i maschietti si possono dare da fare. Ci si rilassa, si stacca la spina e si ricaricano le batterie. Se poi invece del classico gomitolo di lana o cotone si sceglie un bel filo di Canapa… meglio ancora! Naturale, bio ed ecosostenibile: quale materiale potrebbe dare più soddisfazione?

Ore 21: che danno in TV?

Vai con Netflix. Di serieTV… stupefacenti in questo periodo ce ne sono davvero per tutti i gusti. Si va da “Disjointed – Sballati” con protagonista Ruth, una mamma attivista pro-cannabis, a “Altro che caffè”, ambientata in Francia e con protagonista una famiglia ebrea, o “Strafatti in cucina”, un similMastechef con ingrediente d’elezione, la Cannabis.

Ore 23: tisana relax

Cadremo più volentieri tra le braccia di Morfeo se, prima di andare a letto, sorseggiamo una calda tisana alla Canapa. Rilassante e antistress è il miglior modo per affrontare il riposo notturno. E svegliarsi ancora più al top domani!

Scritto da Lauretta Belardelli

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Israele: gli ebrei facevano uso di cannabis già 2700 anni

Israele: gli ebrei facevano uso di cannabis già 2700 anni

Un’équipe di ricercatori ha trovato residui su due altari del santuario di Tel Arad, uno dei siti archeologici più importanti del Paese, a sud del Mar Morto

GERUSALEMME – Gli ebrei facevano uso di cannabis durante le cerimonie rituali all’epoca del Primo Tempio di Gerusalemme, 2700 anni fa. È la curiosa scoperta di uno studio pubblicato venerdì sulla rivista dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Tel Aviv da Eran Arie, curatore dell’area archeologica del Museo d’Israele e da Dvory Namdar, chimica e archeologa dell’Istituto Volcani, specializzato nella ricerca agricola e botanica.

I ricercatori hanno esaminato dei residui trovati su due altari del santuario di Tel Arad, uno dei siti archeologici più importanti di Israele, a sud del Mar Morto, risalente intorno al 750 a.C. e rinvenuto negli anni ’60 nel corso degli scavi condotti dall’archeologo Yohanan Aharoni. Usando la gascromatografia e la spettrometria di massa, i ricercatori hanno potuto identificare oggi ciò che non era riuscito ai loro predecessori nel 1963: i residui trovati sull’altare minore presentano tracce di THC, cannabidiolo e cannabinolo, i principi attivi della cannabis. E insieme a essi anche residui di letame, che i ricercatori riconducono al combustibile che permetteva alla cannabis di bruciare alla temperatura necessaria per attivare i composti psicoattivi della sostanza. Questo a differenza dei residui rinvenuti sull’altare maggiore: franchincenso, un incenso pregiato proveniente dalla penisola arabica, e grasso, che porta la materia a raggiungere temperature più elevate necessarie affinché rilasci il suo aroma.

“Per portare a uno ‘stato di alterazione’ con la cannabis è necessaria una temperatura non troppo alta, per non rischiare di bruciarla, e la differenza tra i combustibili utilizzati dimostra una certa competenza in materia”, spiega Dvory Namdar in un’intervista al quotidiano Haaretz. Altro elemento significativo della ricerca è che, siccome entrambe le sostanze erano importate con costi molto elevati, e dal momento che il santuario di Tel Arad era costruito sul modello del grande Tempio di Gerusalemme – distrutto nel 586 a.C. con la conquista babilonese – gli archeologi ipotizzano che se il rituale era utilizzato in una zona periferica del Regno di Giudea, probabilmente era una pratica di culto istituzionalizzata dal governo centrale che ne sovvenzionava i costi e certificava la legittimità.

“L’utilizzo di sostanze allucinogene per ragioni di culto è attestato nelle culture umane dal Neolitico”, dice Arie. “Ma questa è al momento la più antica evidenza dell’uso di cannabis nel Medio Oriente antico”. Gli abitanti del Regno di Giudea nell’VIII secolo a.C. entrano ora a far parte di questo club.
A differenza di allora, quando la cannabis veniva importata probabilmente dal lontano Oriente, oggi Israele è uno dei leader al mondo per la produzione di marijuana, legalizzata già negli anni ’90 a fini terapeutici, tanto che anche l’ex premier Ehud Barak ha negli ultimi anni fatto grandi e redditizi investimenti nel settore. Resta ancora penale il consumo personale.

Oren Leibovich, leader della campagna pro-legalizzazione, ha fatto notare che nel nuovo governo Netanyhau-Gantz 19 su 34 ministri hanno posizioni favorevoli alla legalizzazione e questa “deve essere l’occasione per portare avanti innanzitutto la battaglia per la decriminalizzazione, come primo passo necessario sulla via della regolamentazione del consumo e del mercato”.

Articolo tratto da: https://www.repubblica.it/

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Cannabis a passo di Tango. Anche l'Argentina verso la legalizzazione?

Cannabis a passo di Tango. Anche l'Argentina verso la legalizzazione?

L’Argentina verso la legalizzazione della cannabis? Favorevoli due argentini su tre, si va verso un modello simile a quello dell’Uruguay. Hassan Bassi racconta per Fuoriluogo.it le ultime novità dall’Argentina dove dall’avvio dei programmi di cannabis terapeutica è completamente cambiata la percezione della sostanza da parte dell’opinione pubblica.

Secondodiverse fonti l’agenzia internazionale di ricerche di mercato Kantar ha svolto un’indagine sull’opinione che hanno i cittadini argentini della cannabis e scoperto che nella maggior parte dei casi l’uso di cannabis è identificato con aspetti legati alla salute ed al benessere personale.

Secondo lo studio 8 argentini su 10 collegano l’uso di cannabis al sollievo del disagio fisico ed a benefici emotivi, in particolare contro lo stress, l’insonnia e la depressione. La maggior parte del campione ha una valutazione positiva della cannabis (51%), il 30% è indeciso mentre solo meno di un quinto ha una valutazione negativa. Sono le donne ed i giovani i più convinti in senso positivo. Ancora più alta la percentuale di coloro che sono a favore della legalizzazione, il 63% degli intervistati, mentre solo il 16% è contrario. Fra i favorevoli il 40% ritiene che dovrebbe essere lo Stato a commercializzare la cannabis nel paese. Secondo quanto riportato Gabriela Portantiero, direttore dell’area Qualitative, Insights Division of Kantar ha affermato che “C’è stato un cambiamento nell’immaginazione sociale sulla marijuana. Oggi, la cannabis è percepita come un efficace trattamento naturale del dolore fisico e dei disturbi emotivi” e molto meno come una sostanza per uso sociale e ricreativo.

Tutto questo è coerente con il fatto che nel 2017 l’Argentina ha legalizzato in maniera definitiva l’uso dei derivati di cannabis per scopi terapeutici, grazie alla tenace iniziativa in primis dell’associazione Mama Cultiva (madri di figli con problemi di salute che necessitano di cannabis a scopo terapeutico – https://www.mamacultivaargentina.org/). Proprio in questi giorni sta per completarsi il processo che porterà  a produrre il primo olio di cannabis autoctono argentino finalizzato agli uso medici. Ma la svolta dovrebbe essere quella della definizione normativa della commercializzazione della cannabis da parte dello Stato. La neo Ministra per la sicurezza Sabrina Frederich sta marcando infatti una netta discontinuità dalla propria predecessora, recuperando il tempo perduto durante l’esecutivo del presidente Macrì. Già dopo pochi giorni dall’insediamento lo scorso dicembre aveva dichiarato la volontà di studiare un modello argentino di regolazione del commercio legale della cannabis, che comprendesse la possibilità della coltivazione per uso personale. Ed ha confermato il tutto pubblicamente qualche giorno fa. Il sistema allo studio sarebbe ispirato a quello del vicino Uruguay, che nel 2013 è stato il primo paese al mondo a legalizzare la cannabis ricreativa, istituendo un modello statale non commerciale di produzione e fornitura, e che garantisce la libertà di coltivare in forma singola o associata per uso personale.

Il modello dell’Uruguay ha ricevuto proprio in questi giorni alcune buone notizie da parte di uno studio pubblicato nel numero di giugno del International Journal of Drug Policy. Lo studio fornisce le prime prove empiriche sull’impatto che la riforma ha avuto sui consumi di cannabis degli adolescenti: i dati sono incoraggianti ed indicano che non ci sono evidenze di una crescita del consumo di cannabis od un campio di percezione del rischio fra gli adolescenti. Dati in linea con quelli dello Stato del Colorado, dove la vendita di cannabis è stata legalizzata nel 2014, e che si confermano stabili di anno in anno: nessun aumento del consumo fra gli adolescenti. La regolamentazione legale, più o meno stringente, sembra quindi non avere effetti incentivanti sulla consumo di cannabis da parte dei più giovani.

Articolo tratto da: https://www.fuoriluogo.it/

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Nuova Zelanda: Legalizzazione cannabis. I sondaggi dicono sì

Un sondaggio su quasi 2.000 neozelandesi rivela che l’83% non crede che il divieto di uso personale di cannabis funzioni e il 72% afferma che avere un regime controllato per coltivare e vendere cannabis per uso personale sarebbe meglio per la società.
Il sondaggio ha quindi rivelato che il 54% dei neozelandesi voterebbe per legalizzare l’uso personale della cannabis nel referendum di settembre. Quelli contro si fermano al 45%, con l’1% che rifiuta di rispondere alla domanda.
L’indagine, che è stata effettua a fine febbraio su 1.986 adulti neozelandesi, è il quinto di una serie di sondaggi che tracciano l’opinione nazionale sulla riforma della legge sulla cannabis. Commissionato dalla più grande azienda di cannabis medicinale della Nuova Zelanda, Helius Therapeutics, i cinque sondaggi consecutivi sono stati condotti da Horizon Research.
Rispetto ai precedenti sondaggi è stata forzata la risposta sì/no, in modo da chiedere agli indecisi di schierarsi. Questo ha portato ad un aumento dei favorevoli di sei punti dal 48% di novembre. Nel mese di agosto il supporto era stato registrato al 39%; ad aprile dell’anno scorso il supporto era al 52%, mentre a novembre 2018 era al 60%.
Rispetto ai dati in profondi l’amministratore delegato di Helius Therapeutcis, Manning, segnala che i sondaggi su questo tema continueranno a muoversi, ma in particolare questa è la prima volta da novembre 2018, in questa serie di sondaggi di monitoraggio, nella quale la maggior parte delle fasce d’età tra i 18 ei 64 anni afferma che voteranno per legalizzazione e controllo.
Invece riguardo alla maggioranza schiacciante di cittadini secondo cui il proibizionismo è un fallimento, va notato che questa era più forte tra i neozelandesi di mezza età e quelli più anziani.
“I kiwi hanno chiaramente parlato.”
Secondo Manning i cittadini neozelandesi “sono uniti nella convinzione che il proibizionismo stia fallendo e che sarebbe preferibile una regolazione legale. Tuttavia, questo sondaggio evidenzia anche un vero paradosso. I kiwi più anziani e conservatori, in particolare, accettano apertamente che la cannabis sia ampiamente disponibile e regolamentata, ma non vogliono mettere una croce sul quesito del referendum che innescherebbe la legge sulla legalizzazione e il controllo della cannabis. Sorge la domanda, cosa vogliono?”
l problema della polarizzazione rimane principalmente di tipo politico. Fra gli elettori del National Party (conservatori) l’82% afferma che il divieto non funziona, il 79% ritiene che i controlli avrebbero prodotto risultati migliori, ma solo il 27% voterà per legalizzare la cannabis per uso personale; gli elettori di New Zealand First per l’89% affermano che il divieto non funziona, il 79% ritiene che i controlli sarebbero migliori, ma il 46% voterà per legalizzare; fra gli elettori di Act l’89% ritiene che il divieto non funzioni, il 71% ritiene che i controlli sarebbero migliori, ma il 45% voterà per legalizzare; fra gli elettori laburisti il ??90% ritiene che il divieto non funzioni, l’80% ritiene che i controlli sarebbero migliori, ma il 64% voterà per legalizzare; infine fra gli elettori verdi il 98% ritiene che il divieto non funzioni, il 66% ritiene che i controlli sarebbero migliori e il 78% voterà per legalizzare.
“Nei prossimi sei mesi, i kiwi devono considerare chi vogliono che sia a controllare il mercato della cannabis. Organizzazioni criminali o governo. Attraverso la regolamentazione è possibile garantire la qualità del prodotto, un ambiente più sicuro per i kiwi e entrate fiscali significative per l’assistenza sanitaria “, ha affermato Manning. Il quale conclude sottolienando che l’ultimo sondaggio evidenzia ai sostenitori del referendum che non solo hanno bisogno di far votare le persone più giovani e liberali, ma dovrebbero parlare meno sulla falsariga di “liberare l’erba” e più sui vantaggi dell’introduzione della regolamentazione legale e del colpire il narcotraffico.
Risultati chiave del sondaggio sulla cannabis legale in Nuova Zelanda
Domanda: Attualmente, la produzione di cannabis per uso personale o non soggetto a prescrizione è vietata in Nuova Zelanda, con l’intenzione di limitarne la disponibilità e l’uso. Pensi che il divieto di cannabis funzioni nella società della Nuova Zelanda?
Tutti gli intervistati:
14% – Sì, la cannabis è di difficile accesso e raramente utilizzata nella società della Nuova Zelanda.
83% – No, la cannabis è disponibile e utilizzata da molti neozelandesi.
4% – Nessuna risposta fornita.
Domanda: attualmente la coltivazione di cannabis per uso personale è vietata in Nuova Zelanda. Quale delle seguenti opzioni pensi avrà un esito migliore per la società neozelandese?
Tutti gli intervistati:
26% – Continuando senza controlli sulla coltivazione e la vendita di uso personale.
72% – Controlla la coltivazione e la vendita di uso personale.
2% – Nessuna risposta fornita.
Domanda: Al momento, pensi di votare a favore o contro la legalizzazione della cannabis per uso personale in Nuova Zelanda?
Tutti gli intervistati:
54% – per
45% – contro
1% – nessuna risposta
SESSO:
Maschio – 53% per
Femmina – 55% per
Fascia di età:
18-24 anni: 62% per
25-34 anni: 67% per
35 – 44 anni: 61% per
45 – 54 anni: 57% per
55-64 anni: 54% per
65 – 74 anni: 37% per
75 anni o più: 24% per
Per partito votato nel 2017:
ACT: 45% a favore / 55% contro
Verde: 78% a favore / 21% contro
Labour: 64% a favore / 35% contro
National Party: 27% a favore / 72% contro
NZ First: 46% a favore / 54% contro

(da Fuoriluogo)

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