Ci siamo, si riapre! Il countdown abbia inizio con una fantastica sorpresa...

Ci siamo, si riapre! Il countdown abbia inizio con una fantastica sorpresa...

Ci siamo, si riapre! Che il countdown abbia inizio. Domani, a quest’ora si rialzano le serrande del nostro shop dopo oltre due mesi di fermo. L’entusiasmo è a mille e, per questo, ad aspettarvi saranno tantissime sorprese.
Incontrarsi di nuovo sarà bello, non lo neghiamo. Il lockdown è stato duro, sotto ogni punto di vista e per tutti. Domani, però, ore 12, si riapre, si riparte. Orario continuato, fino alle 18.

Lo abbiamo scritto in agenda a caratteri cubitali non appena la notizia della possibilità della riapertura è stata formalizzata.
Il mondo della Canapa light è da sempre tra i più penalizzati, inutile negarlo. Senza falso vittimismo, la realtà denuncia un settore che
vorrebbe crescere ma non può contare su appoggi dall’alto. Dove, per appoggi, intendiamo norme chiare e, soprattutto, al
passo con i tempi.

Con l’avvento del Coronavirus i fatti hanno però dimostrato che
un esercito di giovani in gamba non è stato fermo ad aspettare il bonus. The show must go on, lo spettacolo deve continuare, in tutto e per
tutto. Ed è continuato. Rimboccate le maniche, dopo lo stupore sull’avvento di un virus pazzesco che ha colto tutti impreparati,
abbiamo cercato soluzioni alternative.

Via con l’e-shop, via con le consegne h24. E ci è venuto un po’ da sorridere quando la medicina ha cercato di trovare conforto proprio nella Canapa
per sconfiggere il nemico virulento. Mascherine, disinfettanti e ora, sembra, anche percorsi terapeutici.


Il mondo è cambiato e, speriamo anche noi con lui. Abbracciamo questo #18maggio ormai alle porte con ottimismo, nonostante tutto. E dal
nostro ottimismo nasce un’idea per voi. Un omaggio, sinonimo di voler ripartire ancora una volta con il piede giusto. Domani passate da
noi. Guanti e mascherina ben in vista, naturalmente. Fateci capire che avete letto questo articolo e che, in pratica, siete con noi, insomma. Se, dopo essere entrati nel nostro shop, pronuncerete l’espressione “Codice
sconto”, ad attendervi sarà davvero una incredibile sorpresa.
In regalo, per ogni acquisto effettuato durante tutta la giornata, un grammo a scelta fra uno dei nostri prodotti. Sì, avete letto bene. Un grammo, e sarete voi stessi a scegliere di cosa.

E non dimenticate la fidelity card. Da domani riprende (anche) la raccolta-punti.
Che ne dite? Vi aspettiamo? Oh, yes.

scritto e ideato da Lauretta Belardelli per Primero Roma

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Cannabis legale: crollano i pregiudizi e aumentano i consumatori consapevoli

Cannabis legale: crollano i pregiudizi e aumentano i consumatori consapevoli

Anni ed anni di credenze popolari e pregiudizi sulla cannabis hanno certamente compromesso la sua reputazione: considerata come un vero e proprio stupefacente, la canapa – soprattutto a partire dagli anni ‘80/‘90 non ha avuto vita facile.

Infatti, ci è voluto diverso tempo per smontare la convinzione che le infiorescenze non solo non sono nocive per l’organismo ma, addirittura, possono risultare particolarmente benefiche.

Ormai, l’esclusiva associazione delle piantagioni di canapa alla droga è solo un lontano e vecchio ricordo: oggi, finalmente, parliamo di cannabis legale.

Tutti hanno la possibilità di consumare le proprie infiorescenze preferite in totale libertà e, soprattutto, nel pieno rispetto della legge italiana.

In più, chi ricorre all’uso della cannabis legale ha la possibilità di acquistare prodotti sicuri e certificati e – cosa di fondamentale importanza – di qualità elevatissima.

Quella acquistabile negli appositi shop e sul web, altro non è che una sostanza completamente naturale, capace di determinare effetti benefici sull’organismo.

È ovvio che la cannabis legale, per essere considerata tale, dovrà contenere delle percentuali massime di THC, secondo quelli che sono i parametri fissati dal legislatore.

Proprio in virtù della nuova vita della canapa rispetto al passato, i numeri parlano chiaro: sono sempre di più coloro che preferiscono consumare la cannabis legale, rinunciando così alle sostanze che fanno davvero male a mente e corpo.

Cannabis legale Vs alcool e fumo: benefici Vs danni irreversibili

Non è un caso che, spesso, la marijuana venga impiegata nel campo scientifico, come ad esempio nelle terapie del dolore: chiaramente non si tratta della comune cannabis legale ma di infiorescenze che contengono una percentuale di THC, superiore a quella consentita dalla normativa vigente.

La cannabis leggera, invece, è sempre più spesso utilizzata nel trattamento di dolori ed infiammazioni lievi, per contrastare disturbi del sonno e beneficiare di una diffusa sensazione di benessere.

Del resto, si tratta di una sostanza atossica e completamente naturale, al contrario sia del legale e dannosissimo alcool sia delle più comuni sigarette, entrambi venduti in modo libero e regolare, rispettivamente in qualsiasi supermercato e tabacchino.

Infatti, non tutti pensano al fatto che alcool e fumo causino migliaia di morti all’anno: l’abuso di bevande alcoliche comporta una serie di danni importanti per l’organismo e, in particolare, al fegato ed al cervello mentre in chi fuma regolarmente vengono riscontrati, sempre di frequente, tra gli altri anche danni polmonari irreversibili.

Cannabis legale e trattamento stati d’ansia

Al contrario di quanto causato da alcol e fumo, diversi studi hanno eletto la cannabis legale come compagna ideale anche per le persone anziane, a causa della capacità della sostanza di contrastare in modo naturale l’invecchiamento delle cellule cerebrali e di mantenere quindi in attività la mente, contribuendo a mantenere elevati i livelli di attenzione e stimolare l’apprendimento.

Altro capitolo è quello dedicato al legame esistente tra la cannabis legale ed il trattamento degli stati d’ansia: contrariamente a quanto succede con l’abuso di alcool e con quello del tabacco, la canapa leggera viene utilizzata anche come “calmante” naturale per lasciarsi alle spalle paure, pensieri negativi e preoccupazioni e fare spazio alla positività, all’energia ed alla tranquillità. Responsabile di questa “rigenerazione” e “riossigenazione” della mente è il cannabidiolo (CBD) che svolge un’azione di contrasto al THC, considerata appunto come sostanza psicotropa, ma presente nellacannabis legale, in ogni caso, in quantità minima e consentita. 

Fumare canapa light non ha controindicazioni mentre bere alcool e fumare espone l’organismo ad una serie di rischi, molti dei quali potrebbero rivelarsi letali.

A conclusione, si comprende bene come il paragone tra la cannabis legale e le altre sostanze non può neanche sussistere, in quanto – a conti fatti – sarebbe una “sfida” impari e non equilibrata che finirebbe per essere sintetizzata in “benefici vs danni irreversibili”!

Articolo tratto da: https://conoscimilano.it/

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Le università dove studiare il business della cannabis

Le università dove studiare il business della cannabis

Si moltiplicano i corsi di studi per formare i professionisti nel settore della marijuana legale. Anche in Italia alcuni atenei si affacciano al nuovo mercato

Negli Stati Uniti la cannabis legale e la sua economia diventano materia di studio. Un nuovo corso in Colorado offrirà la prima laurea che fa riferimento esplicito a biologia e alla chimica della marijuana. Si svilupperà su quattro anni e nasce dall’esigenza di cogliere le opportunità che la graduale legalizzazione delle droghe leggere dischiude oltreoceano.

Non è una laurea per fare festini”, spiega David Lehmpuhl, il rettore della Colorado State University (circa 4.000 iscritti), in un’intervista a Quartz, aggiungendo che il percorso universitario è molto rigoroso e si basa basato sullo studio di chimica, matematica e biologia avanzata. L’università-Pueblo è già la sede di un centro studi sulla cannabis finanziato dallo Stato e Lehmpuhl dice che il nuovo corso addestrerà gli studenti in laboratori professionali dove potranno approfondire l’estrazione dei principi attivi della pianta, l’analisi del suolo e gli effetti della sostanza sul corpo umano.

Abbiamo osservato l’industria, il settore nel suo complesso e quello di cui hanno bisogno gli studenti per trovare lavoro”, spiega Lehmpuhl: “Ci sono un sacco di soldi da fare in quest’area, che chiede sempre più lavoratori”.

La frontiera statunitense

È importante ricordare come il college del Colorado non sia l’unico pioniere di questo nuovo programma sperimentale. Tre anni fa, negli Stati Uniti, la Northern Michigan University ha lanciato un corso di laurea su scienza e business della coltivazione della marijuana. Anche la Cornell University di New York, l’Università del Maryland e la McGill di Montreal, in Canada, offrono corsi specifici, certificati, e corsi di laurea con un focus specifico sulla marijuana. Nel luglio scorso, il Max Stern Yezreel Valley, in Israele, ha annunciato un programma di studi sulla cannabis per usi medici.  

A dire il vero, si è parlato per anni di presunte marijuana universities sparse per gli Stati Uniti, in particolare nell’ultimo decennio, vale a dire da quando le battaglie per la legalizzazione sono diventate mainstream, influenzando il dibattito politico e portando a riforme importanti. Ma quasi sempre si trattava di scuole decisamente sui generis, che aprivano i battenti con lezioni informali per lo più nelle città più “progressive” e consistevano in workshop a pagamento che non rilasciavano alcun credito.

L’unicità del corso del Michigan sta nell’essere il primo di inserire la parola cannabis nel nome – scelta che ha attirato una notevole attenzione da parte dei media e degli aspiranti studenti, ma anche numerose battutine. Il programma avrà due possibili indirizzi: “prodotti naturali” pone una maggiore enfasi sulla biologia, mentre “analisi” è più focalizzata sulla chimica.

In un Paese come l’America in cui sono oramai 29 gli Stati in cui è stato legalizzato l’utilizzo della marijuana a scopo medico, mentre in otto è possibile farne uso anche a fini ricreativi, la sensazione è che questo tipo di conoscenze sarà sempre più richiesto dalle aziende private e pubbliche.

Timidi tentativi in Italia 

Nella Penisola, tra gli esperimenti degni di nota in tal senso vanno annotati quello della facoltà di Scienze politiche, sociologia e comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma che ha fatto partire a fine ottobre 2019 un laboratorio intitolato “Analisi socio-economica del mercato della cannabis”, e si inserirà nel corso di laurea magistrale in scienze sociali applicate. L’animatore del progetto è Marco Rossi, professore di Economia politica e tra i più attivi ricercatori italiani sui modelli economici legati al mercato della marijuana.

Presso l’università degli Studi di Padova, uno dei master ospitati dal Dipartimento di Neuroscienze prevede attività di ricerca finalizzata all’uso della cannabis sativa in ambiti farmaceutici, medicinali, agroindustriali e alimentari, e ha un costo di circa 2.000 euro.

Ma c’è mercato?

Il problema, come in altri ambiti universitari in Italia, è che gli studi non sembrano seguire l’offerta effettiva di lavoro. Diversi studi parlano periodicamente di cifre colossali per quanto riguarda il potenziale mercato della cannabis legale: addirittura dai 7 ai 30 miliardi di euro potenziali nel giro dei prossimi dieci anni, includendovi anche l’indotto, secondo una ricerca londinese.

Negli anni ’40 del Novecento l’Italia era il secondo maggior produttore mondiale della canapa dopo l’Unione Sovietica, prima che gli effetti stupefacenti della pianta convincessero le autorità a sospendere la coltivazione. Da qualche anno la cannabis è stata riscoperta. I terreni coltivati nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte, riporta la Coldiretti, con un giro d’affari che tuttavia non supera i 40 milioni di euro.

Una valutazione più realistica a livello europeo è quella dell’Associazione europea canapa industriale (Eiha), secondo la quale sul mercato europeo il valore del Cbd (la sostanza nota anche come “cannabis light” ma non psicoattiva) per uso farmaceutico è attualmente di circa 2 miliardi. 

Al di là delle stime spesso poco attendibili su questo settore, il vero problema del suo sviluppo è l’incertezza in cui versa ancora il quadro normativo, e il continuo oscillare dei legislatori tra innovazione e tolleranza zero.

La legalizzazione delle droghe leggere sembra ancora lontanissima in Italia, dove regna un’atmosfera politica che sembra premiare la voglia di ordine e di Stato forte. È difficile pensare che i ricercatori del futuro possano trovare qui da noi uno sbocco professionale così sicuro.

Articolo tratto da https://www.wired.it/

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