Olanda: vespasiani ecologici che fertilizzano le aiuole grazie alla cannabis

Olanda: vespasiani ecologici che fertilizzano le aiuole grazie alla cannabis

A quanto pare anche ad Amsterdam quello della pipì selvaggia è un problema di lunga data, soprattutto di notte vicino ai bar e ai pub dove non solo non si respira per il cattivo odore, ma sembra che alcuni palazzi abbiano chiari segni di erosione. Per non parlare del numero sempre maggiore di giovani che di notte, mentre cercano un luogo appartato per far pipì, cadono accidentalmente nei canali di cui è disseminata la capitale olandese.

Oltretutto dopo la riapertura dal lockdown causato dal Covid, la situazione si è oltremodo aggravata, perché molti non vogliono più recarsi nelle toilette pubbliche per paura del contagio, ed è decisamente aumentato il numero delle persone che hanno scelto l’alternativa della strada.

Così l’amministrazione di Amsterdam – riporta Upi –  ha optato per una soluzione che accontenti sia il cittadino che ha bisogno di far pipì, che l’ambiente e il decoro urbano. I nuovi orinatoi hanno decisamente un bell’aspetto, compresa una fioriera in cima, ma soprattutto sono pieni di… cannabis.

Ma andiamo con ordine: questi cubi colorati che sembrano delle fioriere e sono distribuiti nei luoghi più frequentati, hanno un’apertura laterale dove gli utilizzatori possono orinare in tutta privacy, con uno sguardo alla fioriera sovrastante, realizzata come uno spazio verde che possa favorire la vita delle api e di altri insetti. La vera novità è il contenuto della vasca dove va a finire l’urina: fibre di canapa (cannabis), che non solo assorbono l’odore, ma favoriscono la formazione di un fertilizzante organico ricco di fosfati. Quando la vasca è piena, dei sensori avvisano gli addetti che possono svuotarla, così il mix di urina e canapa può essere utilizzato come fertilizzante nei parchi cittadini, nei giardini e nelle fattorie.

Il nome di questi “vespasiani green”? Ovviamente non si poteva non prendere spunto dalla famosissima Greenpeace, che si batte per l’ambiente. E dunque, ecco “Greenpee”. Il motto? “Non tenertela, donala per usarla come fertilizzante”. Un’economia più circolare di così.

Articolo tratto da https://www.today.it/

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Cannabis terapeutica 2020: parola d’ordine DISOBBEDIENZA!

Ciò che tutti noi vorremmo è una disobbedienza civile di massa. Ma questa non può essere forzata. Deve essere spontanea, per meritarsi tale nome e avere successo.

Gahndi

Dall’unione delle gocce nasce il corso d’acqua. 

Sono 30mila i pazienti che in Italia hanno optato per una terapia a base di cannabinoidi a discapito della farmacologia tradizionale sintetica, equivalente alla quantità necessaria di 1 tonnellata l’anno di infiorescenze.

Le previsioni di domanda per il 2022 sono di 3 tonnellate e per il 2025 di 4 tonnellate.

Gennaio 2020, le farmacie sono al momento in attesa della prossima consegna di importazione dal Canada prevista per fine mese, forse metà Febbraio. I pazienti sono in emergenza farmaco da Dicembre 2019.

La dipendenza del cittadino dal Sistema sanitario nazionale (SSN) non e’ sostenibile in quanto non garantisce la continuità terapeutica.

Le farmacie si riforniscono da dalle coltivazioni dello Stabilimento chimico farmaceutico militare (Scfm) di Firenze, in minima parte, e per quest’anno non sono previste produzioni ma si vocifera una ristrutturazione dell’impianto.

La maggior parte del farmaco viene importata dalla ditta Bedrocan tramite il Ministero della Salute Olandese e dalla ditta Aurora, la piu’ grande azienda di cannabis in Canada. Principale esportatore in EU e USA.

Ne deduciamo che il SSN italiano non e’ autosufficiente, importa dal 2006 medicinali a base di cannabinoidi, normati dal 2007, seppur in modo incostante e inaffidabile e dal prezzo variabile a spese del paziente.

Da Gandhi a Pannella. Il diritto dei Diritti

La disobbedienza civile ha attraversato la storia:

I cittadini italiani hanno diritto alla salute e alle cure continuative e accessibili, Rita Berdardini (RI) porta avanti una dissidenza.

Con la Sentenza della Corte di Cassazione il 19 Dicembre 2019 ha ribaltato la visione politica della coltivazione a uso personale e singoli cittadini stanno facendo outing sulla necessità di autoprodurre in opposizione alle criminalita’ organizzate.

Il crimine più grave è stare con le mani in mano” (M. Pannella)

Dalla necessità del Diritto nasce la disobbedienza.

Nel 1961 Harry Jacob Ansinger, il magnate americano padre storico del proibizionismo, ottenne dall’ONU con la sottoscrizione di 150 nazioni la Convenzione unica sugli stupefacenti (Single Convention on Narcotic Drugs), inserendo la cannabis nella tabella delle droghe indipendentemente dal THC contenuto. Marzo 2020, la presenza del fiore sara’ rivalutata sotto le forti pressioni dell’OMS. Sara’ l’anno della legalizzazione?

Ass. Cannabis Cura Sicilia Social Club: ci mettono la faccia!

Attendendo gli adeguamenti legislativi alle reali necessita’ dei cittadini l’ass. Cannabis Cura Sicilia Social Club ha annunciato la Disobbedienza all’articolo DPR309/90, il 30 novembre scorso durante il convegno  “Cannabis terapeutica quando la legge genera il problema” patrocinato dalle istituzioni del territorio e le forze dell’ordine, fiamme gialle, carabinieri e digos. Alessandro Raudino e Florinda Vitale ci mettono la faccia e iniziano la raccolta di adesioni per unire le forze. (https://cannabiscurasicilia.com/2019/12/06/la-sicilia-com-io-malato-di-sclerosi-multipla-mi-curo-con-la-cannabis-e-la-coltivo-da-solo/)

Sulla base del Cannabis Social Club si prendono la responsabilita’ di unire i pazienti “non piu’ disposti ad aspettare” in un’unica lotta per i diritti.

Si e’ gia’ tentato in passato di avviare dei movimenti nazionali preposti al raggiungimento dello stesso obiettivo: la coltivazione a uso personale e la continuita’ terapeutica.

Dal 30 novembre 2019 si conta il sostegno del dottor Sergio Chisari dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, del dottor Giuseppe Nicosia e delle associazioni Luca Coscioni, Tara, Federazione Uni.Ca., CannabiScienza, DeepGreen e il supporto importante della  Tutela Legale Stupefacenti. (https://cannabiscurasicilia.com/tutela-legale/)

CannabiService Info Point: le gocce della disobbedienza!

Il servizio autogestito Cannabiservice, in particolar modo, si propone per replicare il modello di autoproduzione della terapia tramite gli Info Point aderenti al progetto. (https://www.cannabismedicaroma.it/dove-trovarla.html)

I Cannabiservice Info Point saranno strumento di coordinamento per i pazienti della propria sede con l’ass. Cannabis Cura Sicilia Social Club.

Protesi verso la prossima primavera, auspichiamo l’adesione da parte di tutte le realta’ intenzionate ad avviare attivita’ di autoproduzione in regime associativo, associarsi e’ un Diritto Fondamentale sia in Italia che in Europa e la forma migliore per la rivendicazione dei diritti stessi.

di Marta Lispi

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